La presentazione del logo
CREANDO E RICREANDO
Dio può farlo. Può decidere di creare dal nulla tutte le cose e di generare
la vita. La sua azione corrisponde alla sua parola, quella che dice Dio lo
fa, per questo è «degno di fiducia»!
L’universo ora c’è, pensato nella sua bellezza come qualcosa che contiene
ancora la voce del suo Creatore, come una «eco» che continuamente risuona.
«Io sono l’Alfa e l’Omèga, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!»
(Ap 1, 8), dice il Signore nel libro dell’Apocalisse, l’ultimo della Bibbia
che ha l’intento di svelare il mistero nascosto all’inizio del primo libro,
la Genesi.
La Creazione ha il suo Creatore che si manifesta non solo in un volto ma
anche in una voce: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e
il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto
per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste» (Gv
1, 1-3). Gesù è la Parola pronunciata dal Padre mentre svolgeva il suo
«lavoro» CREANDO: ecco nel logo l’Alfa che avvolge il nulla e gli dà la
forma diventando qualcosa di nuovo.
Ed ecco, nella scia della creazione, il formarsi della vita: «Dio disse: “Le
acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti
al firmamento del cielo”» (Gn 1, 20). La vita ha già qualcosa che ha le
sembianze di Dio (i pesci assomigliano nel logo all’Alfa Creatore, la Parola
che dice e fa), ma non è una sua immagine perfetta, non è ancora qualcosa di
«molto buono». Nel lavoro che Dio fa CREANDO chiama l’uomo ad esistere e ad
essere «a sua immagine», capace di generare cose nuove e inaspettate anche
lui, esperto nel plasmare la terra in modo significativo, trasformandola.
L’uomo e la donna nella loro «creatività», nella novità che riescono a
manifestare con il pensiero, l’intelligenza, il cuore e l’amore, loro sì che
sono «a immagine di Dio». Sono l’uomo e la donna, insieme, maschio e
femmina, che ricevono da Dio la benedizione e prendono parte ai benefici
della creazione, entrandovi in modo attivo, dentro una scia creatrice che
passa anche attraverso il loro ingegno e la loro passione (vedi lo skyline
della città dell’uomo che contorna la terra), di mano in mano, di vita in
vita, nella costruzione di qualcosa che possa essere motivo di
«celebrazione» ed esplosione di vitalità e di gioia.
Ma anche l’opera dell’uomo rischia di sfumare, come tutto il resto, se non
accoglie Colui che è venuto per RICREARE e riportare all’origine tutto ciò
che, con il tempo, si era perduto.
Come una stella luminosa, nella storia dell’uomo, appare il figlio di Dio –
l’uomo pienamente uomo, l’Emmanuele, il Dio con noi – Colui che ci rende di
nuovo simili a Dio e in comunione con il Padre, in un’alleanza generata dal
sacrificio della sua Passione e del suo Sangue (vedi la goccia rossa che
forma il volto della stella che è Gesù) e dalla sua Risurrezione che «fa
nuove tutte le cose» e ristabilisce RICREANDO. L’esplosione di gioia che
deriva dalla Incarnazione e dalla Pasqua è qualcosa di indicibile.
Abitare la terra (vedi il verde che fa da sfondo) assume un significato
tutto nuovo. Noi non siamo solo delle creature ma siamo dei «figli»,
facciamo parte di una «famiglia» che è la famiglia di Dio. Non si tratta di
escludere nessuno, tutti possono elevare le braccia sino al cielo e dalla
terra toccare l’infinito.
La famiglia umana è rappresentata da un papà, una mamma e due figli in modo
stilizzato, con i volti «ad immagine» di quello della «Stella» e le braccia
rivolte in alto in segno di «festa»: questa famiglia assume il volto di Dio
e «celebra» la vita facendo festa, RICREANDO-SI dinnanzi alla gioia della
vita nuova che si può vivere a contatto con Dio, attraverso la presenza di
Gesù Risorto, celebrata soprattutto la Domenica.
RICREANDO è l’azione «colorata» della famiglia – la famiglia umana che
corrisponde alla famiglia di Dio, voluta da Gesù – che dinnanzi alla
meraviglia del dono di Dio – o meglio del dono dell’Amore – trova
motivazioni forti per costruire nuova felicità, non solo dentro di sé, ma
soprattutto fuori di sé, in una diffusione quasi «tridimensionale» che esce
dall’ordinario e sa celebrare la festa. Non è un distacco dalla terra, non è
una fuga dalla realtà e dalle proprie responsabilità: i membri della
famiglia non si separano dalla terra – l’opera dell’uomo continua nel
quotidiano che associa l’ingegno alla fatica – ma ci abitano nella scansione
di chi vive consapevolmente e comunque nella gioia il lavoro «CREANDO» e la
festa «RICREANDO».
(tratto da www.chiesadimilano.it)