Finalmente i festeggiamenti per il “compleanno” del nostro Gruppo
Sportivo sono partiti: dopo continui annunci sulla stampa locale, sul
notiziario comunale, sul sito dell’Oratorio e tra gli atleti del GSO
venerdì 20 febbraio abbiamo avuto ospite tra noi niente meno che Bruno
Pizzul, storica voce della nazionale di calcio degli anni 80 e 90.
Pizzul, che ancora oggi fa le sue apparizioni su alcune reti televisive,
è di origine friulana e da giovane è stato calciatore professionista.
Appese le scarpe al chiodo è approdato in RAI sotto la guida sapiente di
Paolo Valenti e ha lavorato a stretto contatto con le altre voci
storiche dello sport italiano (Nando Martellini tanto per fare un nome).
Attualmente, oltre al lavoro, si dedica ad incontri in oratori e
associazioni per portare la sua esperienza. La serata è stata molto
piacevole soprattutto perché si è da subito instaurato un clima di
distensione e di familiarità. Il discorso è stato per lo più portato sul
tema centrale che era stato pensato e cioè “il rapporto tra lo sport e
la famiglia” e molto interessanti sono stati due passaggi del suo
pensiero. Il primo era un monito ad allenatori e a genitori troppo
aggressivi che spingono ed esaltano i propri ragazzi pensando di avere
tra le mani i futuri campioni dello sport, questo tipo di atteggiamento
è la prima causa della delusione dell’insoddisfazione presente oggi
giorno nei nostri adolescenti e giovani (anche la F.I.G.C. ultimamente
sta verificando che sempre più ragazzi abbandonano il calcio
precocemente proprio perché troppo ossessionati dalle aspettative degli
adulti). Altro passaggio molto significativo è stato il suo personale
ricordo della tragica serata del 1985 quando allo stadio dell’Heysel
morirono 39 persone per una partita di calcio, toccanti ed emozionanti
le sue parole sull’accaduto che hanno fatto scendere il silenzio in
sala.
Molti altri passi di questo incontro hanno colpito i presenti come per
esempio il fatto che un tempo negli oratori vi era un pallone e 100
bambini, ora la situazione è molto più vicina all’esserci 100 palloni e
un bambino.
Il
direttivo del GSO ringrazia ancora pubblicamente Bruno Pizzul per la
splendida testimonianza offerta e si rammarica non poco della preziosa
occasione che tante persone hanno perso vista la poca partecipazione
riscontrata. Ci si augura che al prossimo appuntamento la presenza sia
numerosa e a tal proposito si avvisa già fin d’ora che l’evento in
calendario è fissato per il 21 maggio e la protagonista della serata
sarà Simona Atzori, ballerina e pittrice italiana nata senza
braccia che sin da giovane ha intrapreso queste due attività.
Il
comitato organizzatore
La
situazione sportiva ieri e oggi
"Quando ero ragazzino io quando si
andava a giocare all'oratorio lo si faceva come una
conquista personale, si condiva quasi con un pizzico di gusto del
proibito questo giocare a
pallone [...], oggigiorno si ha l'impressione che troppo spesso i
genitori mandino i propri
figli a giocare a pallone quasi come investimento economico futuro [...] creando situazioni di
forte stress nei bambini."
Calcio:
specchio della società
"Lo sport professionistico, soprattutto il calcio, è
un fenomeno sociale, e quindi
inevitabilmente risente di quelle che sono le negatività, le mancanze di
valori, la tendenza
all'imbroglio della società in cui viviamo. Il calcio professionistico è
specchio della società
che è piena di fratture e contraddizioni. Non dobbiamo confondere il
concetto di sport come
agenzia educativa con quel tipo di sport, guai se il calcio di vertice
diventasse modello di
riferimento."
Genitori e
figli nello sport
"E' piuttosto frequente che dei bambini che giocano
tra loro smettano di giocare e vadano sotto le tribune per invitare i
propri genitori a non litigare tra di loro. E' qualcosa che lascia
abbastanza perplessi. [...] A livello di sport giovanile la presenza dei
genitori è necessaria però bisognerebbe sempre avere l'accortezza di
lasciare che i bambini e i ragazzi giochino tra loro senza dare
eccessiva importanza alla prestazione personale o al risultato..che
giochino, si divertino, eccetera."
La
carriera di Bruno Pizzul
"Dall'oggi al domani mi ritrovai a fare un lavoro che
non avevo mai pensato di fare. [...] E qualche mese dopo essere stato
assunto da telecronista sono stato subito mandato a fare il quarto telecronista ai mondiali del Messico del 1970, è quella è stata una cosa
incredibile. [...] Da calciatore l'emozione più grande è stato quando
dalla squadra dell'oratorio (14/15 anni) sono stato scelto per giocare
nella squadra del paese"
Calcio
dilettantistico e TV
"A livello di RAI abbiamo più volte provato a parlare
del calcio dilettantistico. [...] E' assolutamente impossibile dare i
risultati delle migliaia di partite dilettantistiche che ci sono. Le
emittenti locali dovrebbero stare più attenti a parlare della realtà
sportiva del territorio, ma finiscono sempre per parlare anche loro di
Milan, Inter, Juventus."
Ricordi di
esperienze passate
"E' stata una partita che ha lasciato dentro di me
una traccia profonda di amarezza a livello umano perchè essendo stato
inviato a commentare una partita di calcio (Liverpool - Juventus) ho
dovuto raccontare di 39 morti, qualcosa di assolutamente inaccettabile a
livello umano. [...]"
La visione
dell'arbitro in Italia
"In nessun altro paese al mondo come in Italia a
qualsiasi livello la figura dell'arbitro viene guardata con sospetto
come se fosse il nemico. [...] L'uso e l'abuso della moviola ha
comportato un atteggiamento sbagliato nei confronti dell'arbitro, perchè
la prima cosa di cui parliamo a riguardo di una partita è l'arbitro."